LA PSICOMOTRICITÀ: UN AIUTO PER IMPARARE A SCRIVERE
Un aspetto poco conosciuto della psicomotricità è che può essere di aiuto nel migliorare la propria capacità di scrittura. Per questo motivo spesso insieme al termine psicomotricità si sente parlare di “grafomotricità” – una disciplina che può essere definita una branca della Psicomotricità.
Si tratta di attività che partono dal movimento e dalla motricità globale per arrivare a lavorare sulle eventuali difficoltà legate alla motricità fine e permette quindi l’evolversi di competenze inerenti alla letto-scrittura.
Per questo negli incontri dedicati alla grafomotricità è fondamentale proporre attività prettamente Psicomotorie quali ad esempio, attività ritmiche, attività di espressione corporea, attività di rilassamento, attività di tensione e distensione, attività di coordinazione oculo-manuale e motricità fine, attività spaziali e di lateralità. Il vissuto poi viene portato sul foglio attraverso il gesto grafico combinando aspetti neuro-motori, cognitivi ed emotivo-affettivi.
Quello della grafomotricità è un intervento diverso da quello conosciuto del pregrafismo, che lavora in modo mirato sui movimenti specifici, su schede e a tavolino che portano comunque alla scrittura, tuttavia implicano una componente cognitiva. Nella grafomotricità non si usa quasi mai lo strumento grafico e non si fanno esperienze che coinvolgono esclusivamente gli arti superiori o più nello specifico, la mano, ma si lavora sulle competenze psicomotorie che sono basilari e fondamentali per la scrittura. Per tale motivo è necessaria la competenza dello psicomotricista che è una figura esperta nella lettura e comprensione di: tono, postura, motricità, spazio, tempo, ritmo, lateralità (conoscenza dei lati destro e sinistro e uso abituale di un lato rispetto all’altro).
Il bambino gioca e sperimenta, gradualmente e senza accorgersi del lavoro che sta facendo con lo psicomotricista diventa sempre più competente e autonomo. ai bambini della scuola dell’infanzia. È importante sottolineare che non è corretto parlare di “esercizi” di grafomotricità. Ciò che viene proposto dallo psicomotricista sono “esperienze” che accompagnano un percorso educativo che promuove l’acquisizione di un programma visuo-grafo-motorio che faciliti il processo di miniaturizzazione e di personalizzazione che a cominciare dai bambini della scuola dell’infanzia (disegno libero) li porterà a scrivere in spazi sempre più piccoli.
La Grafomotricità è rivolta a tutti i bambini, sia che vi siano ritardi cognitivi o disturbi emotivo-affettivi, sia che non vi sia alcuna problematica. Talvolta le prime indicazioni provengono dalle insegnanti fin dalla scuola dell’Infanzia o successivamente dalla scuola primaria. In alcuni casi invece, sono i genitori ad accorgersi di eventuali problematiche: ad esempio, in particolare rigidità nell’utilizzare i diversi strumenti grafici (matite e quant’altro). Si tratta di una attività che spesso viene proposta proprio in prevenzione dell’emergere di eventuali problematiche di apprendimento.